In ricordo del dottor Giuseppe Bellissimo
In ricordo del dottor Giuseppe Bellissimo
Preghiera in suffragio il 23 aprile alle ore 20:30 a Figino
Giuseppe Bellissimo è nato a Milano il 23 giugno 1953. Ha compiuto studi classici e successivamente si è laureto in medicina e chirurgia all’università statale di Milano. Una volta laureato si è trasferito in provincia di Como e ha trovato lavoro come medico di famiglia a Figino Serenza sostituendo lo storico medico Dott. Federici e ha svolto la professione di medico a Figino per oltre 40 anni. Sempre disponibile e attento ai bisogni degli ammalati che si rivolgevano a lui. È sposato con Paola e hanno un figlio Stefano che si è unito in matrimonio con Loredana. Stefano e Loredana aspettano una figlia. Molto devoto alla Madonna di Lourdes, è stato un assiduo frequentatore di Lourdes che lo ha arricchito spiritualmente. Ogni anno andava ad ottobre con l’Unitalsi e accompagnava gli ammalati donando amore e assistenza verso persone più bisognevoli.
DAL SUO TESTAMENTO SPIRITUALE:
«Cari fratelli, sono qui davanti a voi per salutarvi per l’ultima svolta in questo Mondo. Purtroppo giunge per tutti questo momento triste e necessario. Desidero prendere poco del vostro tempo. Ho scritto questo di commiato giorni od anni fa, quando ero ancora nella condizione fisica e psichica di immaginarlo. Non posso sapere come e quando questo evento possa essere avvenuto, ma occorre essere sempre “pronti”, dato che ne siamo a conoscenza fin da quando giungiamo nella vita terrena. Ho avuto una vita felice per tanti periodi, anche se ho conosciuto, come tutti, giorni di sofferenza. Ho avuto la possibilità di realizzare quello che mi ero proposto e spero di averlo potuto portare a compimento. Sono stato a volte “lamentoso” od “incontentabile” là dove i miei voleri non hanno coinciso con il mio destino, ma ho assaporato tutto quello che mi ha circondato ed ho avuto modo di conoscere, apprezzare ed amare molti di voi. Il mio è stato un pellegrinaggio terreno durante il quale sono stato a contatto con tante realtà che io non conoscevo e, grazie ad ognuno di voi, ho avuto la possibilità di arricchirmi. Ho amato soprattutto la famiglia che mi sono costruito. Mia moglie Paola, che ho conosciuta giovane e spensierata, dalla quale ho avuto il dono più bello che potessi mai avere avuto: mio figlio Stefano. Primi fra tutti mi rivolgo a loro e li saluto con tanto affetto e con la speranza di non averli fatti soffrire particolarmente per me. Sappiate che in un modo od in un altro io rimango con voi e che voi siete per me gli occhi e le mani aperti qui sulla vita.»