Riflessione di alcuni pellegrini

RIFLESSIONI DI ALCUNI PELLEGRINI

Quale migliore inizio di Quaresima per questo anno 2025?
Partecipare al Pellegrinaggio Giubilare organizzato dalla Diocesi Ambrosiana con il nostro Arcivescovo Mario Delpini. Eravamo tutti riconoscibili e avevamo una corsia preferenziale "eravamo attesi".
I vari momenti di preghiera condivisi con tutti i gruppi ambrosiani presenti hanno dato una pienezza di Fede.
Il nostro gruppo contrassegnato con il nr.2 (il numero del nostro pullman), pur non conoscendoci tutti, é stato unito dalla presenza dei nostri tre parroci che ci accompagnavano. Ci hanno sempre preparato e indirizzato con preghiere e riflessioni. Non eravamo in gita, non eravamo turisti comuni, lo abbiamo capito subito.
Siamo in fila, tutti tranquilli e composti (si ride anche), e subito risuona "SI VA', STIAMO UNITI."
Ci siamo ritrovati con la stessa ATTENZIONE e lo stesso PASSO. Grande attenzione a tutti..."che nessuno rimanga indietro!". Nella vita cosi come nella Fede.
Raccoglimento e silenzio nel varcare la Porta Santa. Emozioni e momenti di commozione non sono mancati.
Eravamo di età diverse, esperienze di vita diverse, per alcuni era il primo Pellegrinaggio, per altri una conferma: ma la Fede ci univa, bastava guardarci.


DALL’OMELIA IN SAN PIETRO DI DELPINI

“L’INCOMPIUTO SI COMPIE IN GESÚ”

I testimoni dell’essenziale:
Abramo: «nostro padre nella fede, modello di tutti i credenti mortificati dalla vita. L’uomo dalla fede ineccepibile; il sant’uomo dell’incompiuto, come tante vite buone in tutto tranne che nel desiderio più intenso e necessario. Ma Abramo continua a credere nella promessa finché vede il giorno di Gesù»

Mosé: «l’uomo sorpreso e amico di Dio che vorrebbe introdurre tutto il popolo nell’intimità con Dio, nell’alleanza, nella legge, condurlo nella terra promessa che lui vede solo da lontano. Mosé che sopporta il deserto ed è testimone delle fatiche dentro la comunità. Può aiutarci a riconoscere fatiche quali il malcontento che serpeggia dappertutto e le persone che si allontanano»
Elia: «profeta simile al fuoco, che contesta la prepotenza, che desidera la pace e la giustizia e si oppone all’usurpatore dei beni dei poveri. Il profeta per un mondo giusto che si scontra con l’ingiustizia, la persecuzione, l’ostilità. Elia, che è come il fuoco che arde nel cuore di tutti coloro che sospirano la pace e la giustizia, si presenta sul monte della trasfigurazione per attestare che è Gesù la nostra pace.»
Luca: «Luca [Re Sartù], che morì nell’agosto 2023, qualche giorno dopo aver partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona, dove era andato per trovare il bello e l’essenziale. Tutti testimoni che ci dicono che l’incompiuto si compie in Gesù, desiderio di pace e di giustizia, dove il popolo trova unità e una nuova alleanza.»

UN PENSIERO DI DON ALBERTO

Durante la S. Messa in S. Paolo fuori le mura, dopo aver passato la Porta Santa, è emerso nel cuore un grande sentimento di gratitudine. Ripensando a tutta la vita, al cammino vocazionale, al dono della bellezza della musica, all’essere parroco di una splendida Comunità: «Anche nella mia vita, le cose migliori sono un dono. Un dono tuo, Signore Gesù. Tu ci guidi all’intimità con il Padre. Non un cammino di singoli, ma un cammino di Comunità. Ti affido, Signore, i preti della Comunità e tutte le persone che mi sono affidate nel ministero, ti affido tutti i miei famigliari e tutte le persone a cui voglio bene; in particolare ti affido gli ammalati e tutti quelli che stanno attraversando una dura prova nella loro vita. Tutta la vita è dono. Grazie, Signore, per la bellezza e la pienezza di vita che sperimento guidando la Comunità che mi è affidata in questo pellegrinaggio. Attraversare la Porta Santa è entrare in profonda intimità con te, Signore. “Entrare”, c’è spazio per tutti. Ognuno è chiamato. Tu mi hai pensato fin da sempre per essere qui, oggi, con questi fratelli e sorelle, pregando anche per tutti coloro che sono rimasti a casa: ti affido Signore i nostri cammini di singoli e di Comunità. Amen.»

 

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